Luca Pancrazzi

Italia, 1961 – Vive e lavora a Milano

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Pancrazzi realizza le sue opere con un senso globale ciclico interpretabile attraverso le serie di opere che in maniera autonoma si intrecciano e si dipanano nel tempo e che individualmente sono protagoniste di una trama interpretativa più ampia. L’artista non dimentica mai l’immagine, c’è sempre un’immagine di partenza o d’arrivo, pure nei processi più astratti e formali l’immagine viene sempre evocata e rimane comunque protagonista, anche delle opere che sono presentate in questa mostra.

Nei Paesaggi Ciclici Variati, ciclo di foto-copie dipinte applicate su tela, tornano i paesaggi-archetipo che sin dai primi anni ’80 hanno sedimentato all’interno del fare e del pensare dell’artista. La novità è rappresentata dall’inserimento di inserti reticolari, piccole gabbie che condensano brandelli di immagini, sovrapposizioni cromatiche, sempre su quei toni dei bianchi e dei grigi che costellano la personale geografia dei luoghi tanto cara a Pancrazzi, luoghi reali che perdono però la loro connotazione propriamente geografica per divenire simboli di differenti spazialità; paesaggi meta-moderni ridotti ad immagine essenziale e filtrati dal metabolismo umano e meccanico, una folla di segni ritmici, che l’artista non cerca di decodificare ma di cogliere nella loro complessità e nelle infinite possibilità combinatorie, riconoscendosi nella bassa fedeltà della riproduzione. In questo senso, la fotocopiatrice diventa lo strumento ideale per abbassare la qualità patinata della fotografia autocelebrativa, scomponendola in retini semplificati.

Le immagini provengono dal continuo e prolifico processo di documentazione che l’artista costruisce attraverso molteplici mezzi a formare un vero e proprio archivio; una pratica quotidiana con cui l’artista documenta i paesaggi attraversati come sedimenti profondi, per immagini stampate non nella retina, ma nel fondo della memoria collettiva. Frequentemente nelle opere di Pancrazzi si viene a creare la condizione necessaria per determinare un cielo e una terra, un orizzonte dal quale emergono infrastrutture architettoniche. Nei Paesaggi Ciclici Variati l’immagine da fondo diviene fondante e la pittura costituisce la fusione col mondo della chimica e della fisica, spostando la nuova immagine finale verso un incidente creativo controllato.

Il difficile controllo dei processi messi in atto fa da contraltare alla serialità pro-creativa di queste nuove immagini che si sovrappongono in tutte le stratificazioni profonde archetipiche costruendo il loro rinnovato senso mitologico.

Opere

Biografia

Luca Pancrazzi nasce a Figline Valdarno (Firenze) nel 1961.

Dopo gli studi liceali e accademici a Firenze, nella seconda metà degli anni ottanta viaggia negli Stati Uniti, dove lavora presso Jo Watanabe studio alla realizzazione di grafiche e wall drawings di Sol Lewitt e poi a Roma nello studio di Alighiero Boetti.

Dagli anni Novanta è autore di una ricerca basata sull’analisi del medium artistico, sulle sue ramificazioni, sulle possibilità creative dell’errore e dell’uso composito di tecniche e materiali. Lo spazio metropolitano e il paesaggio, nella loro continuità con lo sguardo antropico che li definisce, sono i temi trattati con più assiduità.

Si esprime attraverso la pittura, il disegno, la fotografia, il video, l’installazione ambientale, la scultura, azioni in condivisione con altri artisti e progetti editoriali.

Tra i progetti che lo vedono tra i fondatori ricordiamo: Importé d’Italie (1982), ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ (1993), De-ABC (2002), dal 2010 Madeinfilandia e dal 2015 Spazio C.O.S.M.O. a Milano.

Inizia a mostrare sin dalla seconda metà degli anni ottanta e dal 1996 viene invitato a partecipare ad una serie di esposizioni internazionali tra cui la Biennale di Venezia (1997), la Triennale di New Dehli (1997), Biennal of Cetinje (1997), Triennale di Vilnius (2000), Whitney Museum of American Art at Champion (1998), Biennal of Valencia (2001), Moscow Biennal of Contemporary Art (2007), Quadriennale di Roma (2008). Alcune tra i numerosi spazi pubblici che hanno presentato il suo lavoro: P.S.1 Contemporary Art Center (1999), Galleria Civica di Modena (1999), Museo Marino Marini (2000), Palazzo delle Papesse (2001), Museo Revoltella (2001), Galerie Lenbachhaus und Kunstbau (2001), GAMEC (2001), Museo Cantonale d’Arte di Lugano (2002), Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (2002), Zentrum Fur Kunst und Medientechnologie (2003), PAC (2004), MAN (2004), MART Trento e Rovereto (2005), MAMbo (2006), Macro (2007), Vietnam National Museum of Fine Arts (2007), Fondazione Pomodoro (2010), Museo per Bambini di Siena (2010), Palazzo Te,(2016).

Vive e lavora tra Milano e la Filandia.

Testi

Altre opere