LINDA CARRARA – In Fondo al pozzo

con un testo di Antonio Catelani

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LINDA CARRARA – In Fondo al pozzo
con un testo di Antonio Catelani

Inaugurazione: venerdì 11 settembre 2020, ore 17

Fino al 6 novembre 2020
dal martedì al sabato, dalle 16 alle 20

Comunicato

RizzutoGallery è lieta di presentare “In fondo al pozzo”, mostra personale di Linda Carrara, accompagnata da un testo di Antonio Catelani, che sarà inaugurata venerdì 11 settembre 2020 alle ore 18. La mostra resterà visitabile fino al 6 novembre 2020, dal martedì al sabato, dalle 16 alle 20.

Il lavoro di Linda Carrara (Bergamo, 1984) nasce da una riflessione sulle dinamiche concettuali e mimetiche della pittura, della quale vengono messe in discussione le finalità rappresentative a favore di una pratica svincolata e in grado di creare liberamente realtà e mondi basati su relazioni visive del tutto nuove. In particolare nel suo lavoro il soggetto e la struttura compositiva, centrali nella prassi figurativa, hanno la funzione di essere un pretesto, un’occasione per costruire una realtà immaginifica e sospesa che conduce l’osservatore altrove.

Scrive Catelani nel testo che accompagna la mostra:La pittura di Linda Carrara diversamente astratta è improntata di lirismo; l’artista riformula e con levità agisce, tra fondo e figure, sui rapporti costitutivi l’immagine dipinta. Ciò che l’artista dispone sulla “tavola” è un campionario di forme-oggetto talvolta minute, apparentemente inattive o inservibili, e invece proficue come i singoli lemmi di un discorso.

Un immaginario figurativo residuale, ma anche vere germinazioni: elementi naturali, vegetali e minerali, animati o inanimati, prelevati dal reale e ancora pulsanti trapiantati nel terreno fertile della superficie pittorica, in quell’hortus conclusus che è la tela. Un inventario di oggetti propri, esperiti nella loro magica essenza di forme epifaniche, che trasmigrano sulla tela e paiono galleggiarvi sopra.”

LINDA CARRARA

In fondo al pozzo

con un testo di Antonio Catelani

Inaugurazione: venerdì 11 settembre 2020, ore 18
Fino al  6 novembre 2020
dal martedì al sabato, dalle 16 alle 20

RIZZUTOGALLERY

Palermo, via Maletto, 5
347.1769901

www.rizzutogallery.com;
www.facebook.com/rizzutogallery

Testo di Antonio Catelani

Linda Carrara
– massimo contrasto –

La pittura di Linda Carrara diversamente astratta è improntata di lirismo; l’artista riformula e con levità agisce, tra fondo e figure, sui rapporti costitutivi l’immagine dipinta. La composizione del quadro avviene per mezzo di un peculiare repertorio di figure che potremmo definire sintetiche, evocative e al contempo silenti ovvero interroganti come lo è un Kōan Zen. Pittura come formula dunque e a veder bene è così sin dal principio: nella pittura medievale con i canoni stabiliti in forma/formula dossologica o in quella rinascimentale in forma/formula matematica. Ciò che l’artista dispone sulla “tavola” è un campionario di forme-oggetto talvolta minute, apparentemente inattive o inservibili e invece proficue come i singoli lemmi di un discorso in via di farsi. Un immaginario figurativo residuale destinato ad essere riattivato. Ma anche vere germinazioni: elementi naturali, vegetali e minerali, animati o inanimati, prelevati dal reale e ancora pulsanti trapiantati nel terreno fertile della superficie pittorica, in quell’hortus conclusus che è la tela. Un inventario di oggetti propri, esperiti nella loro magica essenza di forme epifaniche, ri-conosciuti nel vero del mondo che quindi trasmigrano sulla tela e paiono galleggiarvi sopra. E’ questo un angolo di natura in via di formazione per addizione. La Gravità, cui il mondo delle forme è sottoposto per legge, pare qui sconfitta nella dimensione cosmica di una pittura spiritualizzata in costante, magica, levitazione. Nondimeno è anche pittura di affetti: lo indicano i colori dei fondi, talvolta drammatici o insistentemente neutri, quanto la trattazione pittorica accurata degli oggetti particolari. Il carattere pittorico a tratti perfino virtuosistico, che Linda Carrara padroneggia con destrezza e accortezza, potrebbe essere una grande insidia se non fosse ricondotto a ragione con chiarezza d’intenti; invero l’artista mostra nei fatti la sua fede nell’arte come realtà in sé, schiva da qualsivoglia forma di naturalismo. Verosimiglianza e mimetismo sono esibiti quali paradossi: in travi di legno che al taglio mostrano superfici marmorizzate o nello stesso gioco di parole con cui l’artista intitola alcune sue opere: “false Carrara marble“. L’evidenza immateriale degli oggetti dipinti dice ineluttabilmente del suo opposto, ovvero del corpo fisico e della sua caducità, pertanto ogni natura morta è sempre una Vanitas. Natura morta; ma anche paesaggio verrebbe da obiettare: per l’uso estensivo del piano d’appoggio che diviene oltremodo grande e vuoto rispetto al minimo soggetto ivi collocato, per certo conseguenza di una ridefinizione compositiva e compensativa di fondo e soggetto.
Piano-Paesaggio che si inerpica o bascula insidioso, nelle tele di grandi dimensioni della serie intitolata Ecolalia del 2015. Attimo di trattenuto equilibrio degli oggetti posti sul tavolato e di noi di fronte ad essi. La misura seppure estesa della tela non integra il restante del “paesaggio”, non si arriva a scorgere l’orizzonte troppo in alto né il punto di fuga, si intuisce solo di  trovarsi in basso, alla base della piramide dove tutto rotola a valle. Così per Sisifo­: possibile metafora dell’astuzia del pittore, artefice del disegno prospettico quale briglia della realtà e per questo suppliziato. Qui lo spaesamento percettivo è palese: le costruzioni prospettiche dei singoli gruppi di figure differiscono tra di loro, non c’è concordanza né convergenza. Il fondo, su cui evidenti sono vergate le traiettorie degli assiti, non risponde pienamente alla funzione di palcoscenico stabile e ordinante, pare invece prender la propria “fuga” noncurante di chi o cosa vi poggi sopra. Ciò che sopra poggia esibisce invece appartenenza per materia a quel piano, a quel fasciame: in realtà sono solo resti disseminati, avanzi privi di nessi e unitarietà. L’intera composizione mostra un carattere monumentale e severo quanto al contempo aleatorio.
L’opera dal titolo “il segreto del marmo…“(2016) è un (quasi) gaio esercizio d’astrazione:
una linea che corre nello spazio – diviene nastro, cartiglio, festone, arabesco, spirale di fumo, buccia di mela tagliata, esuvia del serpente primigenio già intrappolato nella fissità del marmo. Via dal reale verso l’immaginifico, la linea è libera di serpeggiare dove e come vuole donandoci una visione essenziale della realtà, più vera del vero.
Adesso spostiamoci in avanti alle tele più recenti: i frottage degli anni 2018-19. Qui si giunge ad un alto grado di sintesi nel massimo contrasto degli elementi: soggetto e fondo sono come giustapposti, non si appartengono, narrano e descrivono due nature distinte messe in stringente contatto sovrapponendo l’una all’altra. Questo artificio ci restituisce intuitivamente la complessità della realtà irriducibile ad una visione univoca e normalizzata. Per mezzo di un’immagine stratificata e intermedia, ottenuta grazie ad una funzione ibridante tra generi della pittura e per scollamento tra soggetto e fondo, Linda Carrara persegue la costruzione di una nuova oggettività. La pratica pittorica fa inoltre perno su elementi esterni al quadro, introiettati nel processo creativo attraverso l’uso del frottage che per sfregamento preleva l’immagine dalla superficie su cui poggia transitoriamente la tela ancora senza telaio. E’ la scansione uno a uno di ciò che sta dietro o ancor più precisamente sotto la tela. Alcuni frottage di dimensioni più contenute sono ridotti all’essenzialità, senza soggetto apposto, come per la serie intitolata “Madonna delle rocce“: non base su cui dipingere ma monocromo che si eleva a immagine in sé, nell’evidente struttura stratigrafica che il frottage conferisce al fondo. La presa in carico di questa eventualità colloca la ricerca della nostra artista nel continuum della storia della pittura, memore delle riflessioni sul monocromo e sull’analisi del medium pittorico. Talvolta i listelli di legno che cingono e incorniciano la tela si allungano in basso sino a toccare terra: ipotetiche appendici pronte a muovere il passo nello spazio libero. Un ulteriore desiderio di oggettivazione scardina il quadro dalla sua condizione di frontalità nel montaggio di tele doubleface lontano dalle pareti a formare un paravento. L’edificio pittorico è così fabbricato: non un volume chiuso in sé ma svolgimento di superficie a zig-zag che permette la stabilità nello spazio libero anche in assenza di massa. L’esterno della costruzione mima una marmorizzazione e insieme mostra la struttura tesa dei telai; l’interno è una teoria variata e scandita di frottage in campiture monocromatiche diversamente trattate. In effetti è scorretto parlare di interno ed esterno, quanto piuttosto di al di qua e al di là: per di più alcune didascalie apposte sulle tele, sottoforma di targhette dipinte che imitano provvisori nastri adesivi o simil cartigli, riportano le diciture: recto e verso. A seconda di come ci si pone di fronte alle tele si aprono le danze dei possibili rovesci nel loro opposto, in una dinamica disorientante e aleatoria che determina l’equivalenza finale delle posizioni e dei postulati.
Questa dicesi sprezzatura: distacco, compassata distanza ed è cifra precipua dell’artista.  Lo spazio di attesa, di interrogazione, che si frappone tra lo spettatore e l’opera come quello che nella pittura di Linda Carrara sta tra il soggetto e il fondo non si risolve in un incontro fusionale che abolisca il confine tra sé e l’altro: è bensì spazio che non verrà colmato, mantenuto a oltranza annuncia invero un incontro che sarà disatteso o forse posticipato. Frigore a digressione: a ciò è dovuto il senso di sospensione e straniamento che l’opera produce in chi l’osserva.
Lo stagno” è titolo di altro ciclo di opere della fine 2019 inizi ’20. Il soggetto è affrontato con un tratto pittorico fortemente gestuale se non addirittura furente, insolito nella pratica dell’artista: ciò è atto a rendere sensibile il vigoroso sviluppo della vegetazione. Il verde, colore solitamente acquietante, qui produce allarme. Una natura eccessivamente rigogliosa occulta l’insidia. La poca profondità delle acque nasconde una profondità di senso vertiginosa, si avverte un pericolo in quell’immobilità di fluido. Il rigoglio della vegetazione sommersa, un groviglio di radici allentate come lacci pronti a tendersi, dal fondo melmoso affiora sulle acque e queste ricopre in una trappola perfettamente tesa. E’ la parte vegetale con il colore verde che sola definisce, delinea e chiarisce, i confini del dipinto in tutte le sue parti, anche di ciò che nasconde: vale a dire l’acqua, che peraltro non è rappresentata. Non necessaria alla resa finale dell’immagine, la si intuisce solo come una trasparente assenza attraverso il piano più chiaro che si viene a creare per sfregamento e parziale rimozione della pittura abbozzata “alla prima” sulla tela. Il fondo della tela adesso torna quasi visibile, in trasparenza: ciò che stava sotto adesso è sopra e ciò che stava sopra cioè il verde scuro adesso sta sotto, ovvero si rovescia come un fluido all’interno di quelle silhouette scure che sembrano un ritaglio di ninfee. Come fossero botole, pozzi senza fondo: in queste profondità si può cadere e annegare. Ma lo stagno, circolare bacino di tiepide acque ferme è la parte generativa della Terra madre per le creature: da essa i pesci ne sono usciti anfibi per divenire rettili, uccelli e infine mammiferi. E’ così il luogo del possibile ritorno, dell’incontro che cancella le differenze, se in esso ci si immerge se ne viene trasformati, digeriti e inglobati. Se da qui si proviene qui si torna fango da plasmare, in un rinnovarsi ciclico.
Di queste tele, due: poggiate a terra e leggermente oblique alla parete in un angolo dello studio dell’artista, mi hanno seppur con le dovute differenze ricordato le tele della serie Ecolalia. Sono la conferma di una linea di ricerca intuita anni addietro e tuttora perseguita: definiscono il focus su cui sta l’artista e da cui non si discosta. Mirante a un’estrema essenzialità espressiva l’immaginario figurativo di Linda Carrara (non è questa che segue una contraddizione in termini) è ottenuto per astrazione: isolando, separando le figure dal loro contesto di origine cioè operando un deliberato e selettivo prelievo dalla realtà. Il separato è l’immagine dell’astratto che nell’isolamento segna la distanza utile a operare una sintesi della realtà stessa. Allontanandosene la può finanche indicare.

Antonio Catelani
Milano, 24 Aprile 2020

Statement

Linda Carrara è nata a Bergamo nel 1984. Vive e lavora tra Bruxelles e Milano.

Dopo aver studiato la natura morta e gli enigmi della rappresentazione, ha trovato nella tecnica del frottage un modo per conservare la traccia dei suoi luoghi e prendere l’impronta degli oggetti senza darne alcuna rappresentazione diretta. Le sue opere più recenti stanno diventando un vero e proprio studio sulla sintesi della pittura.

Nel 2013 è finalista al Premio Cairo, nel 2014 vince il Premio Terna – Pittura con l’opera intitolata Outer Space nella quale indaga la luce come materia pittorica e la metafisica come spazio. Sono numerose le mostre pubbliche che la vedono partecipe sul territorio italiano e internazionale. Nel 2016 presenta la prima personale da Boccanera Gallery Il pretesto di Lotto a cura di Daniele Capra, nel 2017 la personale Looking for the right place at the right moment con scritti di Claudio Salvi, negli spazi Blanco a Gand, in Belgio. Nel 2018 inaugura la sua mostra A/R Linda Carrara [nata a Bergamo nel 1984, vive e lavora tra Bruxelles e Milano] all’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles. Nel 2019 inaugura la personale Madonna delle Rocce alla Galleria Iragui di Mosca e nello stesso anno apre la sua personale Chôra da Boccanera Gallery a cura di Giuseppe Frangi.

BIO

EDUCATION

2013-2014
Multimedia Department, Kask School Gent – B

2003-2007
Department of Contemporary Art, Accademia di Belle Arti di Brera – IT

SELECTED SOLO EXHIBITIONS

2019
Chôra, Linda Carrara in conversation with Rossella Farinotti, Boccanera Gallery, Milano – IT

Chôra, curated by Giuseppe Frangi, Boccanera Gallery, Trento – IT
Madonna delle rocce, Galerie Iragui, Mosca – RU

2018
A/R, Italian Cultural Institute of Bruxelles, Belgio – BE

2017
Looking for the right place at the right moment, Blanco, Gent – B

La fatigue de ne pas finire, curated by Daniele Capra, Musumeci Contemporary, Brussel – B

2016
Il pretesto di Lotto, Boccanera Gallery, Trento – IT

Resilience (with Nebojša Despotović), Boccanera Gallery, Milano – IT

2015
Mental things, Croxhapox contemporary sperimental art center, Gent – B

2014
Be.Per agire occorre essere avvolti nelle illusioni, Rivoli2 Fondation, Milano – IT

2012
Alchimia del buio, curated by AnnaLisa Ghirardi, GiaMaArt studio, Benevento – IT

Diamond and rust, FaMa Gallery, Verona – IT

2011
Diorama, writings by Sara Rossotti, Beniamino Sidoti and Serena Vailetti, Obraz Gallery, Milano – IT

SELECTED GROUP EXHIBITIONS

2020
Art Drive-in, curated by BELLEARTI, Garage dell’Agenzia Generali Brescia Castello – IT

Boccanera Fiction, Boccanera Online – IT

LOVE IS THE ANSWER, Boccanera Online – IT

2019
Libere Tutte, curated by Daniele Capra and Giuseppe Frangi, Casa Testori, Milano – IT

Fine Metters, Rómer Flóris Museum of Art and History, Györ – H

Tuttiifrutti, Stecca 3.0, Milan – IT

Cave Canem, Boccanera Gallery, Trento – IT

2018
Empatie/Contaminazioni, curated by Sara Bodini, Patrizia Foglia, Renato Galbusera, Diego Galizzi and Ivan Pengo, Fabbrica del vapore, Milano – IT

Graffiare il Presente, curated by Daniele Capra and Giuseppe Frangi, Casa Testori, Milano – IT

Carte d’artista, curated by Andrea Bruciati, Villa d’Este, Tivoli – IT

Supersymmetry, curated by Yellow, Strizzi space, Germania – DE

Stupido come un pittore #2, curated by Rossella Farinotti and Simona Squadrito, Villa Vertua Masolo, Milano – IT

Andata/Ritorno, Istituto Italiano di Cultura, Brussel – B

2017
La cittadella dell’arte, curated by Rossella Farinotti, Cittadella degli Archivi, Milano – IT

2016
Arte Forte – la babele di linguaggi e simboli legati ai conflitti,  Boccanera Gallery Trento – IT

Stills of Place. Clarté, curated by Antonio Zimarino and Mariano Cipollini, Scuderie Ducali di Palazzo Acquaviva, Atri – IT

Eclettica, Atelier Tonoli Adamo, Berlin – D

ExPeriMental, L.A.C. Lieu d’Art Contemporain, Sigean – F

2015
Projection of I’m a still life video, slide show, curated by Yulia Smirnov and Anna Evtyugina, FABRIKA, Moscow – RUS

Le kabinet du dessin, le Kabinet, Bruxelles – B

Ma patience a des limites, by Hervé Ic, Dubois Friedland Gallery, Bruxelles – B

2013
Last young in Italy, curated by Rossella Farinotti, Lorenzo Respi and Arianna Baldoni, Villa Brivio, Nova Milanese – IT

Se il pittore non disprezza la pittura, curated by Viola Invernizzi, Galleria Alessio Moitre, Torino – IT

2012
Crises and rises, curated by Rossella Farinotti in collaboration with the French Culture Institute, Palazzo delle Stelline, Milano – IT

2011
Unonessunocentomila, curated by Annalisa Bergo, Fabbrica Borroni, Bollate, Milano – IT

Lo stato dell’arte, curated by Loris Di Falco, Obraz Gallery, Milano – IT

2010
Proposte e sperimentazioni-arte contemporanea memoria del futuro?, curated by Chiara Massini and Pina Inferrera, Associazione culturale Idea Vita, Tenuta Bartottina, Novara – IT

Archiviarti, curated by Fiordalice Sette, Fabbrica Borroni, Bollate, Milano – IT

Sfera celeste, curated by Loris di Falco, Galleria Obraz, Milano – IT

Tratti tangenti, curated by Anna Lisa Ghirardi, Giamaart studio, Benevento – IT

2009
Open, curated by S.a.L.E Docks, Magazzini del sale, Venezia – IT

Imagine, la nuova visione della generazione anni ‘80, curated by Carolina Lio, GiaMaArt, Benevento – IT

ART RESIDENCIES

2020 Pallazzo Monti, Brescia – IT

2017 NCCA, Saint Petersburg – RU

2016 LKV, Trondheim, Norway – NO

2015 Momentum world wild, Berlin – DE

2014 InNaturalia, Torino

AWARDS

2014
First Prize – painting. Premio Terna 2014, curator: Cristiana Collu and Gianluca Marziani

2012
Finalist. Premio Cairo 2012, invited by Luca Beatrice, Cairo Editore, Museo della permanente, Milano – IT

Finalist. Premio Lissone, curator: Alberto Zanchetta, MAC museo Lissone – IT

2009
Celeste Prize 09, curators: Chiara Canali, Julia Draganovic,Gianluca Marziani, Paola Nicita, Cristiana Perrella and Ivan Quaroni. Fabbrica Borroni, Bollate, Milano – IT

BIBLIOGRAPHY

Catalogues

2019
Chôra, text by Giuseppe Frangi, publisher: Boccanera Gallery, Trento – IT

Cave Canem, text by Brigidina Gentile, publisher: Boccanera Gallery, Trento – IT

2018
Graffiare il presente, curator: Daniele Capra, Giuseppe Frangi publisher: Casa Testori, Milano – IT

2016 
Il pretesto di Lotto, publisher: Boccanera Gallery, Trento – IT

Articles

2020
7 mostre dal mondo da vedere questa settimana, senza muoversi dal soggiorno, Elle Decor, online, 04/04/2020

Ecco l’arte digitale – Corriere del Trentino, 14/04/2020

2019
Dialoghi di Estetica. Parola a Linda Carrara, by Davide Dal Sasso, in “Artribune” on-line, 27/11/2019

2016    
Carrara e Despotovic. Stati di resistenza a Milano, by Ginevra Bria, in “Artribune” on-line, 03/02/2016

Linda Carrara + Nebojša Despotović Resilience, Galleria Temporanea Boccanera, via Ventura 6, Milano, by Rossella Farinotti, in “Flash Art Italia” on-line, 01/02/2016           

2015          
Postcard to Italy # 8 Gent (Belgio), by Silvia Conta, in “Espoarte” online, 10/06/2015

2014          
Linda Carrara: Self-portrait in Still Life, by Hervé Ic, in “Risekult” online, 20/10/2014

2013        
“La ragione è tutta pittorica”. Intervista a Linda Carrara (Milano Under 35 – La poesia incontra la pittura / 1), by Tommaso Di Dio, Flavio Pescatori, in “72 Nuovi Argomenti” on-line , 19/09/2013

2012          
Artisti tra crisi e rinascita, by A. Manzoni, in “Focus Arte”, Pubblicità 104, October 2012
                
Linda Carrara. Alchimia del Buio, by Deianira Amico, in “Espoarte” on-line,  21/03/2012

2011          
Nei luoghi oscuri di Linda Carrara, by Alessandra Redaelli, rubrica EMERGENTI in “Arte” on-line, November 2011

Immagini installazione

Opere